Ora mi alzo dal divano, vado al contatore dell’ENEL e lo manometto, in modo da poter oltrepassare il limite dei 3 Kw del contratto, così posso tener acceso lavatrice e forno insieme.
Poi prendo l’auto ed esco, girovago per il paese a 110 km orari, passo qualche volta col rosso, parcheggio in divieto di sosta e ne approfitto per scassinare la Banca Intesa qui vicino.
Se incontro qualcuno per strada accosto e lo prendo a sprangate in faccia. Demolisco con l’auto qualche cabina telefonica e con un trapano a batteria devasto qualche intonaco.
Tanto le regole in Italia si possono bypassare tranquillamente, siamo il Paese dei furbi, dove l’onestà non esiste, che si fottano loro e chi li ha votati e li voterà.
Ho parecchia voglia di bruciare la tessera elettorale.
Bertolaso: "La Protezione Civile serve per superare quegli ostacoli di natura burocratica che fino ad oggi hanno impedito la realizzazione di infrastrutture importanti".
Da bambino mi affascinava sentire il bollettino del mare, quand’ero in vacanza in Puglia.
Lo scorso ottobre mi è capitato casualmente di risentirlo, su RadioUno, alle sei meno un quarto, mentre aspettavo di svegliarmi completamente e uscire dalla tenda, nella solitudine del monte Tobbio.
Preso da una botta di nostalgia stamattina l’ho voluto registrare.
Nella foto, Cap Corse. Agosto 2008, una mezzora dopo aver lasciato il porto di Bastia, mentre tornavo a casa.
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