In vista di riprendere a fare qualche escursione più o meno seriamente, ho approfittato di una domenica per farmi un po’ di gamba, e testare il nuovo marsupione prima dell’arrivo del tanto atteso Buran.
Cercando informazioni e idee su un anello papabile trovo la soluzione, neanche a pensarci, sull’ottimo sito di Cristiano Zanardi, A un passo dalla vetta.

Del nuovo marsupio extra-large, che a fine giornata ha superato le aspettative, ne parlerò a breve.

Parto così la mattina di domenica, presto ma non troppo, esco dall’autostrada a Isola del Cantone, imbocco la provinciale per Vobbia e prendo subito a sinistra quella più stretta, che sale verso Montessoro. Superato il bivio per Montecanne e Marmassana, proseguo oltre Montessoro e Camere Vecchie fino ad arrivare al quadrivio di Borassi, dove parcheggio la macchina.

Le strade sono piuttosto pulite, fa freddo: l’auto segnala tra i -3 e i -4° e inizia nemmeno troppo debolmente a nevicare ghiacciato, così mi preparo e attacco subito la stradina asfaltata, prima, mulattiera, poi, che sale dietro l’abitato. Passo al di sopra dell’abitato di Camere Vecchie e, finito il tratto comune dell’anello, giungo in breve al bivio dove tengo la destra, e inizio la salita verso il Bric delle Camere. Attraverso un bel bosco, lo spessore della neve inizia a farsi più consistente, gli alberi sono piuttosto carichi, ma col freddo che fa non cade nulla, non rischio docce gelate. Piuttosto, neve e il gelicidio di inizio gennaio hanno fatto molti danni, ogni pochi metri devo trovare percorsi alternativi per superare alberi e rami caduti. Arrivo in breve al crinale che mi porterà al Bric delle Camere. Fa sempre più freddo e il passaggio nel già stretto sentiero è sempre più complicato.

Finalmente arrivo in “vetta”. Che sarebbe invisibile se non fosse per un piccolo cartello di legno che la segnala. Appendo il marsupione a un albero, scatto qualche foto e tiro un po’ il fiato. A stare fermo però mi raffreddo in un niente, così riparto presto verso Caprieto. Il panorama, viste le foto sul sito di Cristiano, sarebbe davvero stupendo, peccato che non si veda praticamente nulla oltre poche decine di metri. Arrivo a Caprieto, persiane tutte chiuse, nessun comignolo fumante, solo un gatto che mi guarda incuriosito e un carrello della spesa in un cortile (vedi foto)… Dopo circa un km sono a Costa Salata, dove prendo a sinistra la carrabile verso Camere Nuove. Ormai è mezzogiorno passato, prima di arrivare al bivio per il paese abbandonato decido di fermarmi a pranzare.

Non sono organizzato come dovrei: ha ricominciato a nevicare, se mi fossi portato il tarp avrei potuto cucinare più riparato da neve e vento. Inoltre erroneamente ho portato la gavetta da 1 persona (Decathlon) che è meno capiente e più larga fuoriuscendo così dal paravento autocostruito per il fornelletto a gas. Viste le temperature, il fornello non offre certamente il meglio di sè, ma riesco comunque a preparare il mio risotto coi funghi porcini. Pessimo, decisamente meglio quello normale, alla milanese. Di sicuro non ha aiutato la mancanza di condimento (leggi olio) e l’averlo quasi trangugiato per rimettermi presto in cammino: si è alzato un discreto vento gelido.

Ripresa una temperatura di mani e piedi accettabile, grazie anche al bottiglino da 125 di primitivo che mi sono portato, oltrepasso il bivio che in pochi minuti scende alle case abbandonate di Camere Nuove. Ci tornerò, una lastra ghiacciata mi consiglia di desistere. A pochi metri, senza nemmeno salutare, mi attraversa la strada un gruppetto di quattro daini. Guadato un ruscello che si è preso la carrareccia come letto, supero diversi enormi alberi sradicati che sbarrano la strada, un breve falsopiano mi porta nuovamente al bivio di inizio escursione, dopo dieci minuti riapprodo alla macchina, che trovo ricoperta da 2-3 cm di neve. Le strade fortunatamente sono rimaste praticabilissime, così rientro a casa senza problemi.