Domenica di fine luglio, sono piuttosto giù, decisamente pieno di pensieri non piacevoli.
Così vado in autoprotezione: scatta la macchina organizzativa: in mezz’ora preparo lo zaino e sono pronto per passare fuori la notte, con destinazione l’appennino ligure. (ma va?!)

In due ore e mezza, dopo aver risalito tutta la val Curone, raggiungo la piccola località sciistica di Caldirola, raggiungibile dalla Milano-Genova uscendo a Tortona.

Non ho tantissimo tempo, ho ancora un paio d’ore di luce e vorrei scegliere dove passare la nottata con la giusta calma, dopo tanti patemi e paranoie (ma anche incazzature) ho deciso di accamparmi senza farmi troppi problemi di autorizzazioni varie, quasi inottenibili. Imbocco il sentiero 106 che in un paio d’ore porta sul monte Ebro, la vetta più alta della provincia di Alessandria.

Uscito dalla faggeta, taglio a destra lungo una traccia di sentiero che piuttosto ripidamente segue la recinzione posta dalla comunità montana, per approdare, dopo venti minuti di discreta fatica data dalla mia scarsa condizione atletica, al lungo crinale tra Ebro e Giarolo, nei pressi del monte Panà, 1559 m. Si sta bene, il vento non fa sentire per niente caldo. Voglio proseguire verso l’Ebro, stavolta però senza raggiungerlo: sul Cosfrone (1659 m.) il crinale si divide, ne approfitto per scendere lungo la mulattiera per Pobbio Superiore, una piccola frazione di Cabella Ligure, alla ricerca di un posticino protetto per piantare la tenda.

Con l’ultima luce della sera la Solo è in piedi… oddio, vista l’altezza sarebbe meglio dire a carponi! Il tempo di piantare l’ultimo picchetto e mi accorgo che a poche decine di metri ci sono tre daini… sono sottovento, non avvertono la mia presenza. Peccato non essere riuscito a riprenderli!

Dopo qualche minuto si accorgono di me, si fermano a guardarmi a distanza di sicurezza e poi partono a correre sui prati verso il Roncasso. Mangio qualcosa, bevo una birra e prendo velocemente sonno.

La mattina dopo sveglia alle sei, ancora qualche foto, e rientro alla macchina, evitando il caldo che inizia già a farsi sentire.

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