Riflessioni spicciole di tempo fa che tornano prepotentemente in auge dopo la Varzi - Sori Cabella Ligure dell’estate scorsa.

Premessa: per trekking intendo uscite con più pernottamenti.

Sebbene continui ovviamente ad amare la vita all’aria aperta, inizio -continuo- ad avere qualche problemino con le uscite effettuate nel periodo più canonico: l’estate.
Ogni anno che passa mi accorgo di reggere peggio il caldo, poi mi infastidiscono le miriadi di mosche e moschini che frequentano i prati, per non parlare delle zecche, che ormai hanno pesantemente infestato l’Appennino Ligure, verso le quali dopo alcune esperienze ho sviluppato una certa psicosi, se così si può dire.

Fermandomi la sera, sudato marcio, pensare di dover fare campo, montare la tenda e preparare da mangiare, senza potermi fare una doccia, mi irrita alquanto. Di certo, se cambiassi gusti e mi mettessi a frequentare una zona ricca di acqua in abbondanza, sarebbe già molto diverso.

Potendo, sceglierei di muovermi in primavera, stagione che però recentemente saltiamo, passando quasi direttamente dall’inverno all’estate, o di farlo in autunno.
Come spesso accade, finchè si tratta di programmare, è sempre tutto strapiacevole e l’attesa è febbrile, poi…

In contemporanea, sta tornando preponderante la parte più riflessiva (e forse anche pigra) di me, con voglia di vivere la natura e i boschi con una filosofia più lenta del camminatore che macina km su km. Mi sto avvicinando al bushcraft, specialmente grazie ai piacevolissimi video di Pescho Anvi e Omar Cai Salatissimo.

Dedicare meno tempo a camminare e più a passare ore all’aria aperta, godere di un bosco o di un panorama, magari cucinando qualcosa che vada oltre alle buste liofilizzate di risotto e zuppa.

Cos’è il bushcraft?
Da Wikipedia:

Il bushcraft è un insieme di conoscenze e tecniche atte a vivere in un ambiente naturale, sfruttandone le risorse per soddisfare i bisogni primari quali cibo e rifugio.

Normalmente le tecniche utilizzate sono basiche e primitive e fanno affidamento sulle conoscenze acquisite dall’uomo durante la sua evoluzione. Il bushcraft non fa affidamento su attrezzature moderne e tecnologiche, privilegiando al contrario l’uso di pochi attrezzi elementari con i quali costruire il resto.

Spesso sento parlare del bushcraft paragonandolo per molti versi alla sopravvivenza, ma sono due cose abbastanza diverse. Il bushcraft rimane a contatto con la natura ma in maniera meno ostile ed estrema, più rilassata. Utilizza tecniche in comune con lo scoutismo, il che mi riporta indietro a tanti anni fa.

Due link interessanti: What is the difference between Survival and Bushcraft? e in italiano: Bushcraft e Tecniche di base.

Oltre ai già citati canali Youtube di Pescho e Omar, consiglio anche quelli di Andrea (Habilis Channel), Livio (Through The Landscape), Wilderness Calling e Federico (Zigfede)